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Scritto da Marco Priulla   
Martedì 13 Gennaio 2009 12:44

MANIFESTO

Rock In Italia è un sito pretestuoso, in cui trovano spazio tutte le espressioni più vere e mature del rock italiano. Mi riferisco a quelle esperienze che, pur partendo dall'Italia, hanno integrato le direzioni del rock internazionale, riuscendo a compiere l'impresa di creare album competitivi che rifuggono dalla tradizione italiana e guardano direttamente oltre gli stantii confini delimitati dalle nostre più rigide tradizioni musicali. Musica che proviene, quindi, esclusivamente dalle titaniche direttive della più pura e incontaminata eredità rock, dove le chitarre assurgono a perfette protagoniste, le ritmiche sono dure e orgogliose, i testi semplici ma fulminanti, e in cui tutto concorre a dare un senso di libertà, di evasione e di vitalismo. In esclusione a tutta la zavorra lirica e al minimalismo strumentale del cantautorato e alla faciloneria della canzonetta. Il rock italiano che trova posto in questo sito è declinato in tutte le sue facce, dal pop-rock ricco di melodia, anche il più scanzonato, all'heavy metal più fulgido. L'importante è che la musica scelta rispetti i canoni impliciti ed espliciti delle mie idee. Mi riservo il diritto di giudicare ciò che merita di essere incluso e ciò che invece relego o alla mediocrità o ad una dimensione non contemplata dalla linea editoriale del sito. È bene che si cominci e ricominci a guardare nelle cantine discografiche di casa nostra per scoprire una scena rock dall'incredibile potenziale.

Quando si parla di musica italiana nessuno menziona mai il sottobosco florido di una scena rock viva e tradizionale. Se si esclude il periodo che va dal 1991 al 1996, il lustro migliore per il rock italiano, questo non ha mai avuto il giusto rilievo nelle riviste di genere, nelle webzine, nelle manifestazioni concertistiche. I motivi sono diversi, e li vedremo assieme in analisi specifiche, ma uno di questi è la superficialità e la disattenzione del pubblico, che giudica a priori senza conoscere, che non dà nessuna possibilità di ascolto, che chiude le porte a prescindere. Di conseguenza, etichette discografiche e media seguono l'oscillazione del pubblico, facendo diventare quasi reale quel dogma del rock che recita "nati per perdere". Alle bands e agli artisti che s'indirizzano verso il genere viene a mancare il sostegno e quindi la voglia di perseguire quella strada. L'alternativa è adottare l'inglese, oppure accodarsi a stili musicali che di rock mantengono ben poco, come le tipiche miscele di pop, folk, new wave, etnica, post-punk ed elettronica che vengono così automaticamente identificate come l'unico rock italiano possibile. Il rock vero, puro, duro, fatto di sangue e sudore, che nasce nella strada, che risale da una sconfitta, che supera ostacoli, che si racconta, che ha voglia di divertirsi e divertire, che parla di sogni, di donne, di fuoco, di rabbia, che è fatto solo di chitarre e melodie, di voci accattivanti e di ritornelli ribelli; quel rock viene subito coperto, giudicato, oscurato, schiacciato quasi dal nugolo di addetti ai lavori e non per cui la musica deve essere sempre e solo "impegnata, innovativa, particolare, nuova, complessa..." e altre stronzate del genere.

Rock In Italia vuole dare visibilità a questo vero rock italiano. Non soltanto, ovviamente, perché significherebbe cancellare a mia volta artisti e complessi pur sempre meritevoli, commettendo lo stesso errore altrui.

I motivi principali che mi hanno convinto a mettere su questa piattaforma sono dunque:

  • la possibilità di raccogliere in un archivio unico il numero maggiore di artisti che negli anni si sono misurati con la musica rock in lingua italiana, comodamente consultabile per tutti gli appassionati, e favorendo così anche l'opportunità che qualcuno potrebbe diventarlo;

  • creare un polo di riferimento, pur piccolo che fosse, per tutti i complessi e gli artisti che hanno scelto questa strada, e per tutti coloro che la sceglieranno, anche quindi nella consapevolezza che adesso, finalmente, c'è qualcuno che s'interessa con esclusività a loro. Detto in altre parole, dare un sostegno fattivo alla crescita cosciente della scena.

Nella speranza di rispettare le intenzioni iniziali e di costituire concretamente una piattaforma privilegiata, v'invito a conoscere e comprendere quanto troverete nel sito, e quindi ad apprezzare e sostenere chi ha scelto una strada così coraggiosa, cercando di legittimare il rock in lingua italiana.

Marco Priulla

 

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